GEOGRAFIA / Eleonora Alberti e Andrea Netzer esplorano un luogo magico del nostro territorio
“La montagna incantata è un celebre romanzo di Thomas Mann che, svolgendosi in un sanatorio grigionese, filosofeggia in modo alto e avvincente sui destini dell’animo umano. Lo stesso titolo, a mo di provocazione ma anche e soprattutto di riconoscimento, è stato dato al bel baedeker che Eleonora Alberti e Andrea Netzer dedicano, per Fontana edizioni, al Monte San Giorgio nostrano.
I motivi per definire «incantata» la montagna che si profila sopra il ramo meridionale del Ceresio sono parecchi: una ricca storia, un incredibile passato remoto, un coacervo di linee energetiche che la attraversano.

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Ma facciamo ordine: La montagna incantata di Alberti e Netzer è una guida per turisti più o meno consapevoli o è qualcosa d’altro? Decisamente, quella che all’apparenza è una guida ricca di foto e informazioni, in realtà presenta tali e tanti aspetti del Monte da poter asserire che rappresenta una completa mappa storico-artistica della montagna e del territorio che la circonda approfondendo pure i non secondari aspetti di una vera e propria (e a quanto pare misurabile) «montagna di forza» sovrapposta, o meglio, inserita all’interno del Monte San Giorgio stesso. Un po’ come per il Monte Verità asconese, ecco che anche il San Giorgio palesa i tipici caratteri di un campo di manifestazioni energetiche.
Eleonora Alberti, storica dell’arte e divulgatrice culturale e Andrea Netzer, giornalista radiotelevisivo, costruiscono dunque attorno a un’ipotesi in qualche modo «magica» la loro storia del Monte che si erge sopra il lago.
E di che storia si tratta, allora? Se retrocediamo fino alle epoche remote, si parla di 250 milioni di anni, la regione del San Giorgio faceva parte di un antichissimo mare tropicale. Una volta prosciugato, tale mare accumulò nei rilievi che lo ereditarono una messe di fossili di grande valore per l’esplorazione scientifica del nostro passato. Il Monte ne è ancora pieno zeppo. Avvicinandosi ai giorni nostri, la storia ci fornisce la spiegazione del nome dato al Monte: San Giorgio, come da tradizione, difende il territorio da un drago che in realtà rappresenta e riunisce in sé l’idea un po’ paurosa e un po’ perturbante della fauna (di quegli strani fossili) che un tempo popolava il luogo.
Il libro contiene la spiegazione di che cos’è la geobiologia, di come si percepisce un’energia psichica in un paesaggio, offre una mappa dei luoghi energetici e, naturalmente, un elenco dei beni e monumenti culturali.
Inoltre, e non da ultimo dato che la parte preponderante della guida parla proprio di questo, presenta quattordici particolareggiati itinerari da percorrere per «vivere» il San Giorgio e i suoi dintorni. Itinerari che toccano Meride, Serpiano, l’Alpe di Brusino, Tremona, il Bosco dei ciliegi, Riva San Vitale, le cave di Arzo, Brusino Arsizio, Balerna, Coldrerio, Sagno, le Gole della Breggia, Salorino, l’Eremo di San Nicolao, Rovio e Morbio Inferiore, luoghi tutti quanti protesi in qualche modo verso il fulcro di forze del San Giorgio.
Insomma, ecco una guida che non è solo un utile baedeker per chi si muove a piedi ed esplora il paesaggio in prima persona, ma è pure una ragionata idea-opera che elenca i pregi e le particolarità di un luogo magico, per l’appunto incantato.“
Sergio Roic

