Questa mostra nasce da un dialogo profondo tra la storica dell’arte Eleonora Alberti e l’artista Raffaella Soffiantini, un confronto che va oltre la semplice relazione tra studio e pratica per trasformarsi in un processo condiviso di rilettura e riscoperta. Da un lato, lo sguardo critico e archivistico; dall’altro, una sensibilità artistica capace di riattivare materiali, memorie e narrazioni. Insieme, costruiscono un percorso che non è solo espositivo, ma anche interpretativo.
Il cuore del progetto risiede nell’urgenza di ricostruire e restituire la storia degli artisti attivi in Ticino nel XX secolo, in particolare dello scultore Fausto Sartorelli, nonno di Raffaella: una storia spesso frammentaria, dispersa e marginalizzata rispetto ai centri più canonici della narrazione artistica. Questo lavoro non si limita a colmare lacune, ma mette in discussione le modalità stesse con cui la storia dell’arte è stata scritta, proponendo una prospettiva più attenta alle specificità locali, alle reti di relazione e ai contesti culturali che hanno contribuito a formare identità artistiche complesse.
Nel dialogo tra Eleonora Alberti e Raffaella Soffiantini emerge così una tensione fertile tra passato e presente: la ricerca storica diventa materia viva, che l’artista rielabora e traduce in nuove forme, mentre l’opera contemporanea apre ulteriori possibilità di lettura del passato. Il risultato è una mostra che invita a guardare alla storia non come a qualcosa di concluso, ma come a un campo in continuo divenire, da interrogare e riscrivere.
A giugno 2026, nel cuore di Bellinzona, un momento e un luogo che diventano occasione per riflettere su ciò che è stato, ma soprattutto su come possiamo continuare a raccontarlo oggi.
